Il problema del male nelle grandi religioni

Il terzo millennio si è simbolicamente aperto con l’11 settembre 2001, riproponendo il nodo problematico del rapporto tra religioni e violenza: le religioni talvolta sembrano uno dei fattori del disordine globale, un problema più che una risposta. Se poi consideriamo la forza del male – nella violenza della natura, nella storia e nella vita personale di tanti, forse di tutti – com’è possibile credere in un Dio onnipotente e giusto? È l’antica questione della teodicea, cioè della giustificazione di Dio davanti a quella che è forse la più grande obiezione alla sua esistenza.

Ogni religione ha scrutato in questo mistero e ha cercato le proprie risposte. Il corso intende ripercorrere l’avventura del pensiero e della fede – tra Oriente e Occidente – di fronte alle domande fondamentali: bontà divina e dolore umano, onnipotenza di Dio e malvagità dell’uomo, sofferenza innocente e crudeltà della creazione, desiderio di infinito e mortalità, salvezza e peccato.

La complessa dialettica tra le religioni e il male porta a interrogarsi altresì sulle contraddizioni dell’odierna convivenza tra le diversità religiose e culturali, in società abitate da ansie di identità e nuove spiritualità, nuovi modi di credere e fondamentalismi.

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